Pubb. Rivista “I Giardini di Adone” anno XX dicembre 2022 n.3
La teoria dei Cinque Fattori, elaborata da McCrae e Costa nel 1966, è il risultato di svariate prove empiriche che ne confermano la validità. Rappresenta ad oggi la teoria che maggiormente è in grado di spiegare la variabilità individuale tra i soggetti ed è tra i modelli più condivisi e testati sia a livello teorico che empirico. La teoria è incentrata sulla presenza di cinque grandi fattori della personalità, o macro-categorie, che rappresentano il punto di convergenza delle teorie dei tratti. Ogni tratto psicologico si riconduce a strutture latenti che fanno parte delle componenti fondamentali della personalità, per cui le cinque dimensioni dei Big Five sono le modalità stabili con cui le persone interagiscono con gli altri e con l’ambiente, permettendo la spiegazione e la descrizione della sua personalità. Tutti i fattori si distendono in un continuum bipolare dove alle estremità si collocano le personalità che del tratto hanno un livello estremamente basso o troppo intenso, mentre nella fascia centrale è possibile rilevare una predisposizione più o meno accentuata.
Estroversione: rappresenta da una parte l’assertività, le emozioni positive, la spontaneità e la ricerca di sensazioni forti, dall’altra la dominanza, ossia la capacità di imporsi e di saper influenzare gli altri; nel polo opposto troviamo l’introversione, ovvero la chiusura al mondo esterno ed il prevalente interesse per il proprio mondo interiore.
Nevroticismo: anche detto instabilità emotiva, si caratterizza per l’ansia, l’irritabilità, la preoccupazione, l’insicurezza, la vulnerabilità allo stress, la predisposizione alla depressione; chi presenta stabilità emotiva, presenterà un certo equilibrio ed autocontrollo anche in situazioni pressanti.
Amicalità o gradevolezza: si riferisce principalmente alla capacità del soggetto di tessere buoni rapporti interpersonali, egli sarà pertanto una persona empatica, altruista, fiduciosa, disponibile e cercherà di evitare rapporti conflittuali ed ostili; al contrario chi presenta poca amicalità sarà un soggetto sospettoso, poco cooperativo, competitivo fino a divenire manipolatore e predisposto al conflitto.
Coscienziosità: descrive una persona tenace, impegnata, organizzata, puntuale e ambiziosa, un buon grado di coscienziosità porta anche disciplina, perseveranza, senso del dovere, conformismo e controllo dei propri impulsi; se invece il livello di coscienziosità è basso la persona risulta inaffidabile, pigra, negligente e con scarsa volontà.
Apertura all’esperienza o apertura mentale: l’individuo si presenta estremamente creativo, dotato di una buona immaginazione, curioso, originale, non convenzionale, predisposto a fare nuove esperienze ed interessato all’acquisizione di nuove conoscenze; al contrario un basso livello di apertura mentale porta il soggetto ad essere conformista, con pochi interessi, concreto e realista.
Risulta molto importante comprendere come i cinque fattori si manifestino nella vita di tutti i giorni, come influenzino i comportamenti e gli approcci alle situazioni. Sia il fattore estroversione che amicalità fanno parte della sfera sociale ma si interfacciano in modalità diverse. Mentre l’amicalità punta a mantenere relazioni positive con gli altri, l’estroversione dirige la sua attenzione verso la società sotto il profilo dell’impatto sociale. La coscienziosità contribuisce ad evitare comportamenti rischiosi, i soggetti tendono alla mediazione per la risoluzione dei conflitti e, nonostante abbiano desiderio di carriera, non puntano necessariamente a posizioni altamente elevate. L’apertura all’esperienza richiede la capacità di gestire situazioni nuove, proprio per la volontà di cimentarsi sempre in attività anche improvvisate. La tendenza è quella al sogno ad occhi aperti, al desiderio di esplorazione, alla conoscenza di luoghi mai visitati e di persone mai frequentate. Il soggetto con alto livello di nevroticismo incorpora emozioni negative che lo penalizzano in diversi ambiti, come nei rapporti interpersonali, nella gestione dell’ansia e nello sviluppo di sindromi post traumatiche per gli strascichi di cui non riesce a liberarsi a seguito di una perdita o di un problema.
Tutti i fattori che si sviluppano alle estremità portano ad uno squilibrio che può provocare delle vere e proprie patologie. Si pensa che i cinque fattori possano essere utilizzati non solo come mezzo diagnostico ma anche come pianificazione terapeutica. La teoria dei Big Five si basa sull’idea che i fattori siano biologicamente determinati, quindi ereditari. In base agli studi è stato possibile constatare che tali fattori si mantengano stabili nel tempo, soprattutto in età adulta, e che a partire dai tre anni l’evoluzione dei cinque fattori inizi a stabilizzarsi, in una progressione che vede l’individuo soggetto a cambiamenti individuali. Questo significa che, seppur i tratti nella vita si mantengono coerenti, la loro espressione a livello comportamentale subisce delle modificazioni. Così una personalità stabile incorpora elementi di continuità a livello di tendenze disposizionali, e di cambiamento in virtù delle manifestazioni comportamentali espressive dei tratti.
Sulla base della teoria è stato sviluppato un apposito questionario di personalità, il Big Five Questionnaire (BFQ). Le situazioni che vengono utilizzate nelle norme del test sono ampiamente standardizzate e possono riferirsi sia a circostanze di tipo competitivo, quindi particolarmente idonee nell’ambito della selezione del personale, sia per comportamenti di vita quotidiana, rivolte pertanto alla comprensione delle caratteristiche portanti dei soggetti. I cinque fattori sono divisi in due sottodimensioni, ognuna delle quali rappresenta una caratteristica dello medesimo tratto. Le dieci sottodimensioni che vengono a crearsi sono:
Fattore E: DI dinamismo, DO dominanza
Fattore N: CE controllo emozioni, CI controllo impulsi
Fattore A: CP cooperatività, CO cordialità
Fattore C: SC scrupolosità, PE perseveranza
Fattore M: Ac apertura alla cultura, Ae apertura all’esperienza
La teoria dei Big Five nel tracciato grafico
Prendendo in esame i cinque fattori della teoria è stato possibile fissare le caratteristiche grafiche che contraddistinguono i due poli opposti, ed in seguito utilizzate attraverso una tabella per misurare il livello di presenza/assenza di ogni fattore. Nella valutazione dei parametri, che rientrano in un continuum di valori da 1 a 7, dove 1 indica una bassa presenza del fattore in esame mentre 7 ne considera la massima espressione, dovranno essere esaminati il numero di specie grafiche presenti ed il loro grado espressivo, per elaborare infine il ritratto grafologico di personalità.
Estroversione
Presenza: ghirlande, inclinata, nutrita/pastosa, grande, progressiva, allargata, prolungata alto/basso, finali a curva aperta, margine destro piccolo, firma a destra, ineguale.
Assenza: piccola, sobria, trattenuta, serrata, verticale o leggermente inclinata, spaziata, firma centrale o a sinistra, arrotolata, tratto netto.
Amicalità
Presenza: progressiva, inclinata, ghirlande, semiarrotondata, finali a curva aperta, semplice, chiara, spontanea, vibrante, piccole disuguaglianze.
Assenza: raddrizzata/rovesciata, occlusiva, regressiva, rigida, angolosa, tagli della t annodati alla base, molto appoggiata, ganci, triangoli, acuminata, nitida/secca, stretta.
Coscienziosità
Presenza: regolare, stabile sul rigo, rigo orizzontale, legata o raggruppata, ordinata, punteggiatura precisa, appoggiata, stretta, script o calligrafica, ferma.
Assenza: scrittura variabile in dimensione, direzione, pressione del tratto, rigo sinuoso o fluttuante, filiforme, movimento molle, incompiuta.
Stabilità emotiva:
Presenza: regolare, stabile, arrotondata, sinuosa, sobria, chiara, flessibile/ferma, verticale/inclinata.
Assenza: confusa, disordinata, movimentata, discordante, sospesa, inibita, addossata, ritoccata, i piccole e isolate, discendente, monotona, rigo fluttuante o rigido, dissociata, bucata, puntini i ad angolo o verticali, incompiuta.
Apertura mentale:
Presenza: scrittura merlata, sobria, media dimensione, inclinata, progressiva, semplificata, ariosa, ghirlande o doppia curva.
Assenza: scrittura convenzionale o calligrafica, regolare, ferma, compatta, trattenuta, arrotolata, sospesa, punteggiatura precisa.
